Dai Reti ai Romani: i primi abitanti del lago
Prima dell’arrivo di Roma, le sponde del lago erano abitate dagli Stoni, una popolazione di ceppo retico che viveva di caccia, pesca e pastorizia.
Nel I secolo a.C., i Romani sottomisero le tribù locali e ribattezzarono il lago Eridius lacus.
Il nome deriverebbe, da un’antica divinità idrica.
In epoca romana il lago divenne un’importante via di transito per il legname e i minerali estratti dalle valli d’alta quota.
Il Medioevo e la Rocca d'Anfo:
la sentinella del lago
Nel Medioevo le comunità della zona si organizzarono nelle cosiddette Vicinie, forme di autogoverno locale attraverso le quali i capifamiglia amministravano i beni comuni, i boschi, i pascoli e i diritti di pesca.
L’acqua rappresentava una risorsa essenziale per la sopravvivenza e lo sviluppo economico della valle, tanto che i diritti sulle acque del lago furono spesso motivo di dispute tra i diversi paesi.
L’acqua rappresentava una risorsa essenziale per la sopravvivenza e lo sviluppo economico della valle, tanto che i diritti sulle acque del lago furono spesso motivo di dispute tra i diversi paesi.
In questo periodo il Lago d’Idro divenne una terra di confine contesa tra il Ducato di Milano, la Repubblica di Venezia e il Principato Vescovile di Trento, assumendo una grande importanza strategica.
Per controllare il passaggio tra la Pianura Padana e il Tirolo, nel 1453 la Repubblica di Venezia avviò la costruzione della Rocca d’Anfo, destinata a diventare uno dei più importanti complessi difensivi dell’Italia settentrionale.
Per controllare il passaggio tra la Pianura Padana e il Tirolo, nel 1453 la Repubblica di Venezia avviò la costruzione della Rocca d’Anfo, destinata a diventare uno dei più importanti complessi difensivi dell’Italia settentrionale.
Arroccata sul versante occidentale del lago, la fortezza dominava le vie di accesso alla valle e rappresentava una zona fondamentale per la difesa dei confini veneziani.
Nel corso dei secoli la Rocca fu ampliata e potenziata più volte. All’inizio dell’Ottocento Napoleone Bonaparte ne ordinò un’importante espansione, trasformandola in una moderna fortezza militare e dotandola di nuove opere difensive, tra cui il celebre Osservatorio.
Ancora oggi la Rocca d’Anfo è considerata una delle più grandi fortezze napoleoniche montane d’Europa e costituisce una straordinaria testimonianza di oltre cinque secoli di storia militare.
Garibaldi e le guerre d'indipendenza
Durante il Risorgimento italiano il Lago d’Idro si trovava in una posizione strategica lungo il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico. Le sue rive videro il passaggio di truppe, patrioti e volontari impegnati nelle campagne per l’unificazione nazionale.
Nel 1866, durante la Terza Guerra d’Indipendenza, Giuseppe Garibaldi stabilì il proprio quartier generale nella zona del lago. Da qui guidò i suoi Cacciatori delle Alpi verso la celebre Battaglia di Bezzecca, combattuta nelle vicine vallate trentine.
Il Lago d’Idro divenne un fondamentale centro logistico per il rifornimento delle truppe italiane impegnate nella liberazione del Trentino.
Il Lago d’Idro divenne un fondamentale centro logistico per il rifornimento delle truppe italiane impegnate nella liberazione del Trentino.
Il Novecento: dalla Grande Guerra all'energia idroelettrica
Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il territorio attorno al lago tornò a rivestire un’importanza strategica.
Le montagne circostanti furono interessate dalla realizzazione di trincee, gallerie militari, fortificazioni e postazioni d’artiglieria. Molte di queste opere sono ancora visibili e oggi costituiscono affascinanti percorsi storici ed escursionistici che permettono di ripercorrere le vicende del conflitto.
Negli anni Venti del Novecento il lago fu interessato da importanti interventi di regolazione idraulica.
La costruzione della diga di sbarramento e delle opere collegate consentì di utilizzare le acque per la produzione di energia idroelettrica e per l’irrigazione delle campagne della pianura bresciana.
Questi interventi modificarono il regime naturale del lago, ma contribuirono in modo significativo allo sviluppo economico e industriale del territorio.